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Avanti adagio: questo in sostanza il responso dall’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net)  sull’innovazione della sanità digitale in Italia: pur muovendosi in un contesto di spesa sanitaria tra le più basse d’Europa, nel 2015 si mantengono stabili gli investimenti nel digitale rispetto all’anno precedente, con una spesa che oggi vale 1,34 miliardi di euro.

Ma vediamo nel dettaglio degli investimenti suddivisi per soggetti eroganti: ben 930 milioni di euro è la spesa sostenuta dalle strutture sanitarie, seguono i 320 milioni delle Regioni e 70 milioni dai medici di medicina generale.

Viene confermata come voce di spesa maggiore gli investimenti nella cartella clinica elettronica (+10% rispetto l’anno passato e con un trend positivo che si confermerà anche quest’anno), seguita dai sistemi di front-end, di disaster recovery, gestione delle risorse umane, gestione informatizzata dei farmaci. Un dato interessante che emerge dalla ricerca è che il 58% dei CIO prevede investimenti per il 2016  nella gestione documentale e il 40% ritiene che verranno fatti investimenti nei servizi per il cittadino. Solo per dare qualche numero, l’anno scorso sono stati dematerializzati il 40% dei referti e solo il 9% delle cartelle cliniche. In forte aumento anche gli investimenti sulla telemedicina (+24% nel 2015) in particolare negli strumenti di Tele-consulto.

Solo il 16% dei referti è stato consegnato online ai cittadini; prenotazioni online al 12% e pagamenti online fermi ancora all’8%. Nonostante questi bassi numeri rispetto alla media europea, comunque i cittadini italiano hanno aumentato, rispetto al 2014, l’utilizzo degli strumenti online messi a disposizione delle strutture sanitarie.

Un’ultima chicca sui freni del cambiamento: per i dirigenti delle strutture sanitarie il principale ostacolo negli investimenti sull’innovazione digitale sono dovuti alla mancanza di budget economici (68%), la resistenza del personale al cambiamento di tecnologie e processi (50%) e dalla scarsa cultura digitale degli operatori (32%).

Una felice conferma per Afea che da oltre un anno sta spingendo i propri clienti ad investire tanto in innovazione tecnologica (con il software gestionale all-in-one per la sanità “H2O”) quanto nella riorganizzazione dei processi nella struttura sanitaria in ottica “Lean thinking”, con consulenti dedicati in grado di creare quella “forma mentis” ideale negli operatori della struttura per prepararli al cambiamento dei processi e dei software.