innovazione

Nonostante i tagli alla sanità negli ultimi anni, secondo l’ultima indagine di Osservatori.net del Politecnico di Milano sulla Spesa ICT in Sanità,  il 2014 sembra essere stato l’anno della svolta in cui tutti gli attori del sistema sanitario italiano hanno aumentato i budget dedicati all’innovazione digitale. Pur con le dovute cautele e distinzioni sulla differenziazione del budget tra pubblico e privato, nord/sud e tipologia di strutture, questi dati confermano comunque la volontà da parte della Sanità italiana di investire in ICT per non perdere vantaggio competitivo e ridurre i costi e tempi di gestione.

Tornando al rapporto, nel 2014 si è registrato un sostanzioso aumento in Italia della spesa ICT in Sanità, raggiungendo un valore di mercato di 1,37 miliardi di euro segnando un +17% in controtendenza con gli anni precedenti caratterizzati da un -5%. Da questo punto di vista l’investimento delle strutture sanitarie in ambito ICT è stato molto alto, segnando un record di crescita che non si registrava da almeno 4 anni.

Nel 2014  si è registrato un aumento della spesa ICT di mercato generalizzato in tutte le zone d’Italia, in particolare la fetta italiana delle spese ICT in Sanità è così composta:

  • NORD-OVEST 33%, con un incremento di 2,4 milioni di € rispetto all’anno precedente
  • NORD-EST 25%, con un incremento di 1,1 milioni di € “ “ “ “
  • CENTRO 20%, con un incremento di 4,9 milioni di € “ “ “ “
  • SUD E ISOLE 22%, con un incremento di 2,3 milioni di € “ “ “ “

Interessante il “boom” che si è registrato nella sanità del Centro Italia con un + 4,9 mln di € rispetto all’anno precedente, quasi l’ammontare dell’intero incremento di tutte le altre altre regioni Nord-Sud messe insieme.

Sulle maggiori aree di investimento, fanno da padroni la Cartella Clinica Elettronica, sistemi di Disaster recovery e gestione farmaci.  Alcune sorprese infine su alcune spese agli ultimi posti come investimenti ICT nel 2014, come la Clinical Governance, Cloud Computing e Mobile. Su quest’ultimo punto forse la spesa ICT è anche mascherata dal fenomeno del BYOD dall’utilizzo di applicazioni tramite dispositivi mobile non aziendali e che quindi non rientrano nel calcolo di questa spesa.